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giovedì 31 marzo 2011

Omaggio al Maestro MARIO TAPIA


Nel mese di Novembre 2010, è venuto a mancare Mario Tapia, noto pittore e scultore cileno trapiantato in Italia da anni, ma legato da un amore indissolubile alla sua terra natale, che fu il soggetto prevalente delle sue splendide opere.  Molti soci ASDA ebbero la fortuna di conoscerlo e alcuni di loro, frequentando la sua accademia serale di pittura, poterono approfondire molto la sua conoscenza e apprezzare le sue  indiscusse doti di espertissimo e generoso insegnante, nonchè di valente artista e sensibile amico. 
Qui di seguito vi postiamo il link del suo sito:
http://www.mariotapia.it/


Al suo funerale eravamo tutti presenti e i più intimi hanno letto il loro commiato a questo Pittore-Maestro-Amico.  Ve ne postiamo uno, scritto per il Maestro dalla socia e sua allieva Cristina Pagani che risulta significativo per inquadrare questa figura d'uomo-artista.
Caro Mario,



ci sono persone che piano piano ti entrano dentro e ti rimangono incollate al cuore e vivono con te per sempre fino all’ultimo battito.



Vivrai con me davanti ad ogni quadro, chissà cosa ne avresti detto, se ti sarebbe sembrato “orroroso” oppure no, e ogni volta che guarderò una tela bianca da “soluzionare” avrò mille domande da porti, alle quali avresti risposto, lo so, iniziando con un “depende…” per lasciarmi libera di scegliere la soluzione più congeniale, più personale, osservando curioso la mia scelta.



Vivrai con me quando vedo Mada che pur sentendosi quasi una tua figlia adottiva non è mai riuscita a darti del tu, o Elena che non finiva mai di stupirsi quando tiravi fuori nuovi colori dai nomi assurdi, verde ftalocianina, blu indantrene, tanto che ti prendevamo un po’ in giro sospettando che alcuni nomi te li inventassi, o Nunzio, ragioniere di giorno, che alla sera si trasformava in una sorta di Mr. Hyde e inventava con te installazioni incredibili e fantastiche e poi le risate stridule di Carla alle tue frecciatine e Giancarlo, il nostro candy-man, sempre pronto al saluto con il suo sacchettino di caramelle e la Ludo, amica di sempre, che impastava argilla con le sue grandi mani calde.



Mi rammaricavo pensando che tutto il tuo infinito patrimonio di conoscenze fosse andato perduto ma poi ho capito che hai lasciato un seme in ciascuno di noi, che hai distribuito generosamente com’era nella tua natura.

Ci hai dato lezione d’arte ma anche di vita, affrontando con coraggio questa terribile malattia, sempre con lo spirito battagliero di un vero combattente tra momenti di speranza e di terribile fragilità che ogni tanto ti leggevo negli occhi.



Vivrai con me ogni volta che guarderò un tramonto, la stessa luce dorata e rasserenante che accarezza le montagne e i tetti di certi tuoi villaggi andini o in certe notti di luna piena come ieri, sfacciatamente luminosa e bianca come quella dei tuoi notturni e ancora nella sorpresa di un arcobaleno, sintesi perfetta della moltitudine di colori delle tue foreste tropicali.



Mi sei venuto a trovare in sogno qualche notte fa, mi hai sorriso e strizzato l’occhio con uno sguardo rassicurante e complice che voleva dirmi – va tutto bene – e poi senza dire una parola ti sei allontanato, lasciandomi sveglia e insonne tanto la tua presenza era reale.



Non credo a questi segni, ma forse un po’ sì, me lo hai raccontato anche tu che esistono realtà che i nostri sensi non possono riconoscere, forse siamo solo pesci in un acquario, non posso sapere con certezza dove sei adesso ma mi piace immaginarti come una stella danzante, pura luce ed energia, che disegna all’infinito incredibili firmamenti nello spazio.



        

         Hola mi amigo   Cristina Pagani


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